Turismo, allarme per un autunno di licenziamenti

Le associazioni chiedono aiuti. Fatturati giù del 70% per alberghi e agenzie di viaggio

Turismo, allarme per un autunno di licenziamenti

Effetto Covid sul turismo. I nuovi focolai e le conseguenti restrizioni ai viaggi deprimono il settore che ha già scontato il dramma del lockdown. In crisi le compagnie aeree con Ryanair che prevede di chiudere l'anno fiscale con un calo del 60% dei passeggeri, ma anche le imprese del turismo che in Italia danno lavoro a 80mila persone con un giro d'affari pari a 20 miliardi di euro. Senza i flussi di turisti stranieri, come americani, cinesi e coreani le agenzie di viaggio sono al collasso e a settembre prevedono chiusure e licenziamenti. Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi e Fto Confcommercio, chiedono aiuto al governo. In assenza di interventi, gli imprenditori sono pronti ad azioni di protesta. «Non c'è più tempo - sostengono le associazioni del settore turismo - a settembre ci sarà la resa dei conti: molte aziende hanno già previsto di chiudere, molte altre lo faranno sicuramente nei mesi successivi. Quelle che a marzo erano solo previsioni ad inizio agosto sono divenuti dati certi. Non si è perso solo il fatturato da marzo ad agosto, è a rischio quello di un intero anno».

Nel decreto «Rilancio» secondo le associazioni, nulla è stato previsto, a parte la complessa misura del bonus vacanze che, per come è strutturato, non ha raccolto nemmeno il consenso degli albergatori. «Molte imprese - vista la stagionalità e le bassissime marginalità di questo tipo di business - oltre all'Italia, programmano mete estere e, su questo fronte, sappiamo che la ripresa sarà lentissima: si stima un ritorno alla normalità, Covid permettendo, a fine 2022. Eppure, non solo non è arrivato un sostegno attraverso lo strumento del fondo perduto, ma sono stati chiusi quasi tutti i corridoi turistici extra Ue e, per i pochi rimasti aperti, è stata prevista la quarantena al rientro per soggiorni superiori a 5 giorni, quando la permanenza minima all'estero per turismo è di 7 notti. In più, non è stato fatto alcun distinguo tra Paesi esteri sostanzialmente Covid free ed altri».

Sulle stesse posizioni anche il settore alberghiero che chiuderà l'anno con un fatturato in calo del 70%. Lo ha detto Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, nel corso di un'audizione in senato sul decreto semplificazioni.

«Gli associati - ha detto Nucara - sono concentrati su ogni segnale che può venire dall'esecutivo per alleviare la sofferenza delle imprese». Nucara ha aggiunto che gli imprenditori nutrivano aspettative per il decreto semplificazioni che però, purtroppo, «non riesce a toccare ed aiutare la vita quotidiana delle imprese turistiche».

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