Il vero danno: l'ambientalismo del "no a tutto"

Non è servita l'impennata dei prezzi dell'energia con le bollette schizzate alle stelle per indurre alla ragione gli ambientalisti ideologizzati, in prima linea nel bocciare qualsiasi soluzione ma assenti quando occorre avanzare proposte

Il vero danno: l'ambientalismo del "no a tutto"

Non è servita nemmeno l'impennata dei prezzi dell'energia con le bollette di luce e gas schizzate alle stelle per indurre alla ragione gli ambientalisti ideologizzati, in prima linea nel bocciare qualsiasi soluzione ma assenti quando occorre avanzare proposte. L'incapacità di scendere a compromesso da parte degli ambientalisti dei no è una delle cause per cui ci troviamo in questa situazione e, quanto sta avvenendo, ne è la testimonianza.

Il boom dei prezzi dell'energia in Europa è dovuto anche a decisioni politiche che hanno portato negli ultimi anni a chiudere numerosi impianti giudicati inquinanti per abbracciare le rinnovabili, un percorso che porterà la Germania nel 2022 a smantellare le proprie centrali nucleari. Una situazione economicamente insostenibile per famiglie e imprese che ha però messo in discussione un modello di transizione ecologica troppo repentino e incapace di una necessaria progressività. In questo contesto si sviluppa il dibattito interno all'Ue sulla possibilità di inserire il nucleare e il gas tra le fonti energetiche green che vede il governo francese favorevole (anche grazie agli investimenti nelle centrali nucleari di nuova generazione) e quello tedesco contrario. Il ritorno al nucleare divide anche il panorama politico italiano che si è spaccato non solo sulla proposta europea ma anche sull'apertura di centrali di nuova generazione sul territorio nazionale. Un'ipotesi che si è scontrata con la netta opposizione di un certo ambientalismo capeggiato politicamente dai Verdi e dal Movimento Cinque Stelle. Perplessità che potremmo comprendere se fossero nei confronti del solo nucleare ma che diventano controproducenti nel momento in cui si trasformano nell'ambientalismo dei no che è non più una mera difesa dell'ambiente quanto un freno alla crescita. Sono gli stessi ambientalisti che si oppongono alle grandi opere, dal Tav al Tap e che, se si propone come soluzione alternativa per cercare di contenere il costo dell'energia l'aumento di estrazione di gas italiano nell'Adriatico, sottolineano la loro contrarietà alle trivelle.

Inutile fargli notare che, mentre da noi si ferma la trivellazione, a poche decine di chilometri dalle coste italiane croati e greci ne fanno largo uso, così come Francia e Slovenia producono energia con i rettori nucleari.

Ma si sa, è molto più facile di no a tutto invece di avanzare proposte o mediare soluzioni, peccato che a rimetterci siano sempre i cittadini e il mondo imprenditoriale.

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