Quel parco ostaggio dei migranti dove le donne non possono più entrare

Il parco del Colle Oppio è diventato off limits per le donne che vengono prese di mira dai migranti e sbandati con aggressioni e insulti sessisti. La denuncia dei residenti: "Per cultura le considerano inferiori"

Quel parco ostaggio dei migranti dove le donne non possono più entrare

Quando venne realizzato, sul finire degli anni Venti, il Parco di Colle Oppio assomigliava a un eden terrestre. Un luogo di pace e bellezza, ricco di biodiversità e storia. Le Terme di Traiano e la Domus Aurea erano incorniciate da fontane monumentali e roseti. E passeggiare lungo i viali alberati era un piacere. Oggi non è più così. Una vera amarezza per i residenti più anziani. "Questo è il giardino della mia infanzia - ricorda una signora sulla settantina - ed oggi stento a riconoscerlo, ogni volta che ci passo mi piange il cuore".

Chi percorre il parco è ormai costretto a confrontarsi con uno scenario disastroso. Fatto di decine e decine di giacigli, cumuli di immondizia e insidie di ogni tipo. Lo sa bene la consigliera del I Municipio Natalie Naim, aggredita alla fine di dicembre da alcuni dei migranti che occupano il cantiere archeologico che sovrasta la villa di Nerone. Un episodio che l'ha segnata profondamente, avvenuto in pieno giorno a due passi dal centro anziani e dall'area giochi. "Ero qui per un sopralluogo - racconta ancora scossa - ed ho rischiato di morire". Il branco l'ha bersagliata con delle pietre e inseguita brandendo un bastone appuntito.

"Hanno cercato di ammazzarmi - aggiunge - solo perché ho scattato una foto". Sono stati attimi di terrore, di cui conserva un ricordo nitido. "Non dimenticherò mai - dice - i loro sguardi pieni di disprezzo per il mio essere donna né gli insulti sessisti che mi hanno rivolto. Frasi irripetibili". "Il parco - spiega - è colonizzato da queste persone, sono giovani, forti e covano un odio indescrivibile per le donne". In tante la pensano come lei.

"Il parco non è più praticabile, basta guardarsi attorno per rendersene conto", denuncia Alessandra, indicano un folto gruppo di extracomunitari che bivacca a ridosso di viale del Monte Oppio. Una delle aree più insicure della villa, la stessa dove nel 2016 venne stuprata una turista australiana. "Io sono stata aggredita per aver girato un video - racconta - e da allora porto sempre con me lo spray al peperoncino". Qui le donne non si sentono più a casa. "Questo non è più un parco pubblico - continua - ma un centro di accoglienza, e noi veniamo percepite come delle prede".

E così, in molte rinunciano a frequentare il giardino per evitare problemi. "Quando sono da sola - spiega Eci - preferisco fare il giro largo perché non mi sento sicura, si incontrano un sacco di stranieri dall'aria poco rassicurante". Intere colonie di africani, afghani, pakistani e bengalesi che vivono di espedienti e consumano fiumi di alcol. "Non sappiamo chi sono, da dove vengono e qual è la loro condizione psichica, possono essere violenti", dicono preoccupate le habitué della villa. "La situazione - aggiungono in coro - ormai è sfuggita di mano".

"Venire a Colle Oppio - denuncia Stefano Tozzi, consigliere di Fratelli d'Italia in I Municipio - è diventato pericoloso". "La maggior parte dei senzatetto che si sono stabiliti nel parco - spiega - sono sprovvisti di permesso di soggiorno e vivono di spaccio". "Molti di loro - specifica - provengono da Paesi musulmani e da una cultura in cui la donna viene considerata inferiore, quindi dobbiamo confrontarci anche con questo tipo di problematica".

Qui tutti chiedono a gran voce un intervento delle forze dell'ordine per

ripristinare decoro e sicurezza. "Per ora non consiglierei ad una donna sola di attraversare il parco dopo una cert'ora", confessa Frank Cappiello del Comitato Rione Esquilino. "Qui - aggiunge - è diventata terra di nessuno".

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