"Ronde nere? No, rosse!". Arriva a Roma la Guardia nazionale di Saya

La presentazione dei volontari vicini al Msi scatena le polemiche del centrosinistra. Il presidente della Regione Marrazzo: «Manifestazioni grottesche che possono diventare pericolose». Rampelli (Pdl): «Le uniche ronde romane sono quelle dei centri sociali».

Nuove polemiche dopo lo sbarco nella Capitale delle squadre della Guardia Nazionale, le cosiddette «ronde nere» (perché vicine al Msi di Gaetano Saya) note alle cronache dopo la contestata presentazione milanese. I volontari per la sicurezza, dotati di torce e bombolette spray urticanti, hanno scatenato le proteste del centrosinistra laziale nonostante l'organizzazione comprenda solo una quindicina di militanti in divisa, stemma tricolore e aquila imperiale appuntata al petto con la scritta SPQR.
«Mi auguro che per garantire la sicurezza le forze dell'ordine si preoccupino di fermare questi pazzi esaltati che con le camicie brune dovrebbero cominciare a girare per Roma grazie alla folle decisione del governo Berlusconi di promuovere un'inutile legge», si è affrettato a dichiarare il presidente della Provincia Nicola Zingaretti sottolineando che le divise «evocano scenari e memorie inquietanti».
Anche il presidente della Regione, Piero Marrazzo, non si è potuto astenere dal commentare. «È ora di porre fine senza ambiguità alla vicenda delle cosiddette "ronde nere". Certe manifestazioni grottesche possono rapidamente trasformarsi in qualcosa di veramente molto pericoloso», ha commentato rilevando come «questi gruppi di ronde rappresentino uno dei segnali più evidenti di una società che rischia la chiusura nelle paure e nell'irrazionalità».
La deriva «sociologica» della polemica ha irritato non poco due parlamentari romani del Pdl. «È l'ennesima guerra di parole innescata dalla sinistra che dovrebbe invece rammentare che le uniche ronde che già esistono a Roma, portano i nomi dei centri sociali, dei collettivi studenteschi e universitari e di Action. Stiamo ancora aspettando una netta presa di distanza della sinistra da queste strutture violente», ha affermato Fabio Rampelli che ha invitato comitati di quartiere e associazioni che già esistenti sul territorio romano «a trasformarsi in volontari per la sicurezza».


Si tratta delle «solite reazioni isteriche da parte della sinistra di fronte a quattro mitomani», ha rilevato Marco Marsilio secondo cui bisogna «dare il giusto peso alle cose: è la parodia dei nazisti dell'Illinois dei "Blues brothers"».

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