Ictus, dalle proteine un nuovo potenziale trattamento

L'importante studio sul trattamento a base di proteine IAIP è stato condotto dai ricercatori dell'Università del Texas Health Science Center di Houston (UTHealth)

Ictus, dalle proteine un nuovo potenziale trattamento

L'ictus ischemico, la principale causa di disabilità adulta a lungo termine, è causato dal blocco di un'arteria che fornisce sangue al cervello. I ricercatori del Texas Health Science Center di Houston (UTHealth) hanno scoperto che il potenziamento di una famiglia di proteine naturali possiede un'ampia attività infiammatoria, è efficace nel ridurre i danni del colpo apoplettico e potrebbe rappresentare un nuovo e importante trattamento. Per la precisione queste sostanze, note come proteine inter-alfa-inibitore (IAIP), vengono prodotte in gran parte dal fegato e si trovano in alte concentrazioni nel plasma. Lo studio è stato pubblicato su "The Journal of Clinical Investigation".

Per testare la rilevanza clinica delle proteine, gli scienziati hanno studiato prima i cambiamenti di IAIP utilizzando campioni di sangue e di cervello di pazienti con ictus. Successivamente, al fine di analizzare il ruolo delle IAIP, sono stati eseguiti esperimenti sui topi impiegando modelli di colpi apoplettici clinicamente rilevanti per imitare le tipologie di malattia più comuni riscontrate nei pazienti. Infine gli studiosi hanno fatto ricorso a roditori geneticamente modificati nei quali viene eliminato un recettore per l'attivazione del complemento.

Si è constatato che i livelli naturali di IAIP sono diminuiti negli animali e nell'uomo in seguito a ictus. Inoltre, la somministrazione delle proteine purificate nei topi subito dopo il colpo apoplettico ha ridotto le dimensioni dell'area danneggiata e limitato il gonfiore del cervello. Gli scienziati sottolineano che anche la somministrazione ritardata di IAIP è stata in grado di limitare i danni cerebrali. Si è poi assistito a un recupero funzionale quando la terapia è stata somministrata 4,5 ore dopo l'insorgenza della problematica.

Infine, il trattamento dei topi da sei ore a nove giorni successivi all'ictus (noto come "trattamento ritardato esteso") ha mostrato benefici, tra cui una diminuzione dell'atrofia cerebrale e un miglioramento del recupero a lungo termine.

La terapia con le proteine IAIP si è rivelata più efficace in associazione con l'attivatore tissutale del plasminogeno (t-PA) che è attualmente l'unica farmacoterapia approvata dalla Food and Drug Administration per il trattamento dell'ictus ischemico acuto.

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