Università di Bari, scoperto l'ormone che potrebbe combattere l'obesità

Uno studio importante condotto presso l'Università degli Studi di Bari ha portato alla scoperta della irisina, un ormone che potrebbe combattere l'obesità e il diabete

Università di Bari, scoperto l'ormone che potrebbe combattere l'obesità

Nell'ambito del trattamento e della prevenzione di obesità e diabete - patologie queste strettamente correlate che interessano il 2-6% della popolazione dei Paesi ad alto reddito - assume un'importanza straordinaria la ricerca condotta da alcuni studiosi dell'Università degli Studi di Bari e presentato al congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) in corso a Berlino.

I muscoli sono in grado di secernere un ormone che a sua volta blocca la fame. Poiché suoi effetti agiscono sul sistema nervoso centrale e spengono lo stimolo dell'appetito, molto probabilmente esso potrebbe essere impiegato come valida soluzione per combattere l'obesità e per curare l'impennata del glucosio nel sangue. Questo è l'assunto che traduce le conclusioni alle quali sono giunti i ricercatori del polo universitario pugliese.

Lo studio si concentra sull'analisi della irisina, ovvero una citochina - un mediatore che funge da segnale di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra diversi organi e tessuti - prodotta dai muscoli in seguito all'attività fisica. Bruciando energia e controllando il metabolismo del glucosio, questa può stimolare la trasformazione del grasso da "bianco" in "bruno". Ma non è tutto. Agendo a livello dei centri ipotalamici deputati al controllo del senso della sazietà, l'irisina favorirebbe l'attivazione dei cosiddetti geni anoressigeni. Di conseguenza, l'attenuata sensazione di fame promuoverebbe la perdita di peso corporeo. Come spiega Nicola Marrano dell'Università Aldo Moro di Bari:

"Il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che la somministrazione di irisina per 14 giorni nelle cavie migliora la tolleranza al glucosio, stimola la produzione di insulina glucosio-indotta e aumenta il contenuto della stessa all'interno delle cellule che la producono, così come il numero di queste ultime.

L'obiettivo del nostro studio è stato quello di approfondire gli effetti della somministrazione di irisina per via intraperitoneale sulla produzione dei principali ormoni coinvolti nel controllo del peso e del comportamento alimentare, come la leptina e la grelina".

Ci sarebbe, dunque, una speranza e di conseguenza nuove terapie per le persone affette da obesità e da diabete mellito di tipo 2. A tal riguardo gli scienziati si riservano ulteriori indagini.

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