Sarri e Mertens la coppia che può cambiare Napoli

Come la Juventus, finora il Napoli ha cambiato pochissimo. I nuovi giocatori dovranno conquistarsi il posto

Sarri e Mertens la coppia che può cambiare Napoli

Scorda Napoli e poi vinci. E' il cuore della sfida di Maurizio Sarri e del nueve" più vero di un vero nueve", Dries Mertens. Centravanti di ripiego a causa dell'infortunio di Milik, è risultato il secondo tra i migliori realizzatori del torneo: 28 gol nel campionato terminato a fine maggio. Mertens non ha fatto pesare l'assenza del centravanti polacco e sostanzialmente reso inutile l'acquisto di Pavoletti. Il Napoli, oltre a esprimere il gioco più frizzante del campionato, ha ottenuto anche il record di punti nel girone di ritorno, 48. Non gli sono serviti per recuperare lo svantaggio sulla Roma, un punto, né quello sulla Juventus, cinque, ma sono numeri più che sufficienti a presentarsi come la principale sfidante al potere bianconero.

Come la Juventus, finora il Napoli ha cambiato pochissimo. I nuovi giocatori dovranno conquistarsi il posto, saldamente tenuto, come confermano le griglie delle nuove squadre, dai vecchi. Per riuscire a continuare da dove aveva lasciato, il centravanti più prolifico, la squadra più brillante, la sua coppia di attaccanti, l'allenatore e il vero nueve, dovranno ripetersi trascinando la squadra a una perfezione senza sbuffi e senza facilonerie. Il Napoli può vincere, a patto che non si senta la squadra di Napoli. Deve mettere in scena una specie di esorcismo, staccare l'anima dal corpo. Deve considerarsi una squadra italiana, internazionale, senza cadere nella trappola del piagnisteo preventivo e senza evocare la teoria del complotto se le cose non andassero immediatamente per il verso giusto. Sarri&Mertens sono la coppia che deve far conquistare al Napoli una nuova consapevolezza di sé. Uno in panchina, l'altro in campo. Non c'è bisogno di nient'altro, c'è già tutto, c'è già tutto quello che serve per vincere. I giocatori, i meccanismi di gioco, l'allenatore sapiente.

Gli serve soltanto un piccolo, enorme passo: lasciarsi alle spalle le scorie del pensiero debole che vede Napoli e il Napoli subalterni per vocazione. Non lo sono, e il Napoli è una grande squadra, l'unica che si può permettere il lusso di non dover essere cambiata.

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