Quali sono davvero i lavori più ricercati per la transizione energetica

Nell'era della transizione ecologica, molti lavori e professioni saranno ripensati e riadattati al modello Esg: ecco di cosa si tratta

Quali sono davvero i lavori più ricercati per la transizione energetica

In un mondo avviato alla transizione energetica, non sarà strano osservare un aumento di lavori e nuove professioni in linea con la sostenibilità ambientale e che lavorano per l'ambiente.

I lavori "green"

I lavori 3.0, accanto a quelli già esistenti come geologi e ingegneri ambientali, vedranno la nascita di energy manager ed esperti di finanza green. Come abbiamo trattato recentemente in materia di finanza sostenibile, gli Esg (Environmental, Social, Governance) sono tre fattori che servono a valutare il grado di sostenibilità di un'impresa o di un investimento: inevitabilmente, portano con loro nuovi sbocchi lavorativi e percorsi formativi cambiando anche il modo di lavorare. "Porterà a distruggere vecchi lavori e a crearne di nuovi - spiega a Repubblica Lucia Visconti Parisio, docente di Scienza delle Finanze dell'Università di Milano-Bicocca e responsabile scientifica dell'osservatorio O-Fire sulla finanza sostenibile - Se, per esempio, non ci saranno più i distributori di benzina, non ci saranno più i benzinai, però ci saranno nuove professioni".

Chi sono gli energy manager

All'inizio, abbiamo fatto riferimento a questa nuova figura lavorativa, gli energy manager, che si occuperà dell'efficientamento energetico mediante manutenzione e modifiche degli impianti elettrici, "inserendo pannelli solari e pianificandone lo sviluppo insieme ai fornitori di energia. Ci saranno altri impieghi, per esempio nell'agricoltura con nuove forme di allevamento e coltivazione che riducano l'impatto ambientale", aggiunge la prof. Parisio. Allo stesso modo, però, dovrà essere rivista anche la sanità, avviata verso un processo di sostenibilità. "È importante avere figure professionali preparate nell'organizzazione dei sistemi sanitari sia nelle fasi ordinarie sia in quelle pandemiche. Per portare avanti tutti questi progetti serviranno investimenti ingenti", aggiunge la Visconti Parisio.

Gli Esg annunciano un cambio di passo netto che va dalle politiche aziendali fino al mondo del lavoro e della finanza. "Profitto, Persone e Pianeta sono criteri che servono a dire quanto le attività di un'impresa o il risultato di un investimento servano ad accrescere azioni di rispetto del pianeta e delle persone". Per quanto riguada la sostenibilità, spazia dalla gestione dei rifiuti all'inquinamento, dalla CO2 alla deforestazione. In questo senso, le nuove professioni devono essere dalla parte dell'ambiente con una tutela e una gestione ben diversa rispetto a quanto accaduto nei primi anni duemila.

"Diversità, addio all'essere monotematici"

"Le caratteristiche generali di questi nuovi lavori, a mio parere, saranno la multidisciplinarietà, la capacità di muoversi tra diversi saperi e non avere più una preparazione monotematica come quella a cui siamo abituati", afferma la docente a Repubblica. In questo modo, saranno numerosi gli obiettivi sociali: città completamente diverse, sostenibili; distanze tra centro e periferia azzerate grazie a nuovi progetti di geologi e ingegneri ambientali per i quali, il lavoro, di certo non mancherà.

"Dvranno studiare i suoli e cercare di capire come sfruttarli senza rovinarne le capacità rigenerative, dovranno studiare l'aria e creare politiche per renderla più respirabile, soprattutto nelle grandi città. C'è la finanza ambientale, ci sono i temi dell'economia circolare, ci sono gli aspetti giuridici, ci saranno nuovi lavori e quelli esistenti avranno nuovi percorsi di sviluppo", conclude.

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