Buon compleanno Totocalcio. Ma a 65 anni è arrivata l'ora della pensione

La prima schedina è del 5 maggio 1946, ad inventarla, in un campo di concentramento fu un giornalista, Massimo Della Pergola, che da quell'idea non incassò mai una lira. Ma i nuovi giochi hanno preso il sopravvento e negli ultimi anni il calo è stato del 22%

Era il prigioniero numero 21.915 ma in quel campo di prigionia svizzero trovò la sua fortuna. Ci era arrivato a piedi da Como, travestito da mendicante, inseguito dalle leggi razziali che lo volevano morto, l'accusa di espatrio clandestino diventò il suo salvacondotto, la pena da scontare la sua salvezza. Massimo Della Pergola, triestino, ebreo, giornalista di talento, alla vigilia di Natale del 1943 non aveva più niente, lavoro, famiglia, futuro, lavorava nel campo di Pont de la Morge come manovale alla bonifica delle sponde del Rodano, ma aveva già in testa una magnifica ossessione, il gioco più amato dagli italiani: la schedina Totocalcio madre di tutte le scommesse e di tutte le speranze, uno dei simboli del sogno consumista degli anni del miracolo economico. All'inizio era un'idea confusa, poi quei segni così strampalati, uno, due, ics, diventarono un gioco con regole precise e infinite combinazioni. La prima schedina è del 5 maggio 1946, è il fiume di lire che sgorga da lì a rimettere in piedi lo sport italiano dalle macerie della guerra, a pagare le Olimpiadi di Roma e Cortina. Negli anni Novanta distribuisce mille miliardi l'anno, ma a Della Pergola quell'idea non fruttò una lira «e non ho mai giocato una schedina in vita mia». Il futuro a volte non ha prezzo.
Il Totocalcio compie 65 anni. Era nato come una speranza, la Seconda Guerra Mondiale era appena finita e l'Italia si rimboccava le maniche per ricostruire il paese e nasceva grazie a Della Pergola il primo concorso pronostici italiano basato sulle partite di calcio. Nel 1948 il gioco passa sotto la gestione del Coni e, con il nome Totocalcio, diventa rapidamente il gioco più amato dagli italiani: una colonna costa 30 lire, sarebbe salita a 50 nel 1948 per finanziare la trasferta olimpica di Londra.
Ma i primi dati del 2011, cioè oggi, non sono positivi per il concorso: nei primi quattro mesi di quest'anno il totocalcio ha raccolto di 22,8 milioni, il 26,8 per cento in meno dello stesso perido dell'anno scorso (31,2 milioni). Il gioco che ha fatto sognare generazioni di italiani è in realtà in calo da anni, un trend che colpisce anche gli altri concorsi pronostici (Totogol e Il9) penalizzati dalla concorrenza con giochi più flessibili, remunerativi o rapidi.

Nel 2004 i concorsi pronostici incassarono infatti 443 milioni, nel 2010 hanno chiuso con una raccolta di 98,7 milioni, in pratica ogni anno si perde in media il 22 per cento delle giocate.
Il Totocalcio ha 65 anni. Ed è l'età della pensione.

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