"Omicidio da ergastolo", "Rapina finita male". Rissa sulla morte dell'imprenditore

È iniziato il processo per la morte dell'imprenditore Angelo Bonomelli. Quattro i rinviati a giudizio: i loro legali puntano alla riqualificazione del reato contestato

"Omicidio da ergastolo", "Rapina finita male". Rissa sulla morte dell'imprenditore
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Braccio di ferro sulle accuse contestate a quattro persone per la morte dell’imprenditore 80enne Angelo Bonomelli, trovato senza vita nel suo suv il 7 novembre 2022. Le prime battute del processo si annunciano guerrigliere: i legali degli imputati contestano si sia trattato di omicidio, e sostengono invece sia stata una rapina finita male.

Il processo è iniziato in corte d’assise a Bergamo, dove la pm Chiara Monzio Compagnoni ha contestato il reato di omicidio aggravato dai futili o abietti motivi e l’uso di sostanze venefiche, come riporta il Corriere della Sera. A giudizio ci sono Matteo Gherardi, il padre Luigi Rodolfo Gherardi, la fidanzata Jasmine Gervasoni e l’amico Omar Poretti.

Bonomelli, proprietario dell’hotel Villa Ortensie a Sant'Omobono Terme fu ritrovato cadavere nella sua vettura a novembre 2022. Il corpo era privo dell’orologio d’oro Longines, un accessorio da 8mila euro del quale l’anziano non si sarebbe mai separato: questo ha allertato i famigliari, che hanno chiesto ulteriori indagini (e ora rappresentano le parti civili). In altre parole i tre figli, un uomo e due donne, e la moglie dell’imprenditore avevano subodorato che qualcosa non quadrasse e le indagini hanno dato loro ragione: nel caffè di Bonomelli erano state versate delle gocce di Rivotril.

Stando alla ricostruzione, Bonomelli avrebbe contattato Matteo Gherardi per rilanciare, attraverso gli strumenti informatici, l’attività dell’albergo. Si sarebbero dati un appuntamento in un bar di Entratico: Gherardi arrivò con il padre e la fidanzata. Quest’ultima se ne andò per poco, per poi tornare con Poretti. Le telecamere di videosorveglianza analizzate dai carabinieri avrebbero mostrato il gruppo al bar e poi sorreggere l’anziano fino al suv. All’appello, tra gli oggetti personali dell’imprenditore, mancavano anche lo smartphone e 120 euro in contanti: l’uomo, che soffriva di problemi di cuore, si sentì male e sarebbe stato lasciato al freddo nella vettura, venendo ritrovato cadavere solo la mattina successiva. Il figlio si era allarmato non vedendolo rientrare la sera.

Ancora da accertare chi abbia deciso di utilizzare il narcotico su Bonomelli, tuttavia i legali degli imputati Gianluca Quadri, Roberta Zucchinali e Luca Bosisio sostengono che il reato contestato dovrebbe essere morte in conseguenza di altro reato. In altre parole, come detto, per gli avvocati si tratterebbre di una rapina finita male.

Con il reato riqualificato o con la caduta delle aggravanti non solo i rinviati a giudizio potrebbero avere una pena molto inferiore ma potrebbero anche optare per il rito abbreviato. Il 27 marzo gli imputati si sottoporranno all'esame e non sono previsti testimoni.

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