Un camion carico di hashish nel crollo del Ponte Morandi: "La 'ndragheta tentò il recupero"

Un'intercettazione ambientale ha svelato che nel crollo del Ponte Morandi precipitò anche un camion con all'interno 900 chili di hashish. L'intercettazione ambientale tra boss: "Glieli voglio fottere tutti. Tu hai la possibilità di prenderlo"

Un camion carico di hashish nel crollo del Ponte Morandi: "La 'ndragheta tentò il recupero"

Nel crollo del Ponte Morandi, che causò la morte di 43 persone, il 14 agosto del 2018, rimase coinvolto anche un camion carico di droga: 900 chili di hashish che erano destinati in Campania. Nonostante il disatro, la 'ndragheta tentò di recuperarlo sfruttando "alcune conoscenze nel settore del recupero dei rottami". È quanto emerge dalle pagine dell'ordinanza dell'operazione "Blu notte", condotta dalla Dda di Reggio Calabria, che ha portato all'arresto di 47 persone e 93 indagati in tutto. Nelle intercettazioni parlano due personaggi di spicco della malavita calabrese: "Al primo pilone che cade, nel secondo c'è questo camion giallo... - dice uno, a proposito del video del crollo, all'altro - Lo vedi benissimo...". Poi continua: "Glieli voglio fottere ai neri quei 900 chili di fumo".

Il camion carico di droga

La sorprendente vicenda è emersa da un'intercettazione ambientale acquisita dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria. Lo rivela uno dei boss del clan Bellocco di Rosarno, Francesco Benito Palaia, 49 anni, pregiudicato di ‘ndrangheta con precedenti per stupefacenti, in carcere da ieri. Lo fa parlando con un affiliato della stessa cosca, Rosario Caminiti. "Nel discutere dei futuri traffici di stupefacente Palaia faceva riferimento a un cargo frigo imbottito di hashish e rimasto coinvolto nel triste evento del crollo del ponte Morandi. Una partita destinata a dei malavitosi campani", scrive il gip Vincenza Bellini nell'ordinanza che ha portato all'arresto degli indagati. Secondo il magistrato, i malavitosi campani si rivolsero a Palaia nel tentativo di recuperare il cargo con il carico di hashish. "Poteva essere utile grazie alle sue aderenze nel settore del recupero dei rottami... - si legge ancora nell'ordinanza a proposito di Palaia - Avrebbe potuto individuare e trasportare la carcassa del mezzo in Calabria".

Gli accordi: "Facciamo 50 e 50"

Nell'intercettazione Palaia fa riferimento a un "cargo giallo" con a bordo il carico di hashish. "Allora, quando è crollato il ponte Morandi, se tu vai al primo video, è caduto un furgone - dice l'ex boss riferendosi al video del crollo -. È un euro cargo giallo, lo vedi benissimo perché è giallo, con una cella frigorifera, piccolino! Il piccolino! È caduto paru (orizzontale, ndr)... Come è caduto il ponte si è seduto, automaticamente gli è caduta una macchina di sopra...". Caminiti risponde: "È caduto un furgone, lo so, lo so. Raccontava che voleva andarselo a prendere". L’accordo prevedeva una spartizione della sostanza stupefacente al 50% . Palaia spiega che vuole "fottere i neri" da cui i "baroni" campani avevano comprato la droga e ai quali avevano raccontato di averla persa. "Insomma, dice che i neri lo sanno che si è perso... noi stiamo ancora comprando da loro. Io questi 900 chili glieli voglio fottere, dice, e tu hai la possibilità di prendertelo tutto... Gli ho chiesto in che senso. Io posso fare una cosa, gli ho detto, facciamo 50 e 50, io lo vendo e il 50% de lo prendi tu, tanto tu non l’hai pagato".

C'è, però, un problema: recuperare il camion "scassato". Palaia pensa ad una soluzione: "Ci vuole un carrellone e lo porto direttamente in Calabria". Allora pensa di contattare "un amico ai Castelli Romani". Nel crollo, la cella frigorifero del camion si è usurata.

Il boss calabrese è perplesso: "La paura qual è? Siccome è deformata la cella, va bene? - dice -Se si aprono le pareti...". Caminiti risponde: "Ti sei giocato tutto e ti hanno arrestato".

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