Tivoli, applicata misura antimafia per proteggere donna da violenza domestica

Applicata per la prima volta una misura antimafia per le persone pericolose a carico di un uomo condannato per maltrattamenti nei confronti della moglie e prossimo alla scarcerazione

Tivoli, applicata misura antimafia per proteggere donna da violenza domestica

Applicata per la prima volta una misura antimafia per le persone pericolose a un marito violento prossimo alla scarcerazione.

Era stato arrestato e condannato per maltrattamenti in famiglia, ma, avendo scontato la pena, era prossimo alla scarcerazione. Le violenze domestiche, andate avanti per anni e consumate anche davanti ai figli minorenni, erano state interrotte solo dall'arresto dell'uomo. Così, temendo di subire nuovamente le aggressioni dell'uomo con il suo imminente ritorno in libertà, la donna si è rivolta alla Procura.

Dopo aver svolto gli accertamenti, i magistrati hanno valutato che la vittima sarebbe stata esposta a gravi pericoli con il ritorno in libertà del coniuge. In carcere, infatti, l'uomo ha continuato ad avere comportamenti violenti e ad accumulare provvedimenti disciplinari, senza intraprendere alcun percorso di rieducazione.

Nell'assenza di disposizioni a tutela immediata della vittima, non consentite dal codice di procedura penale né dalla legislazione ordinaria, scrive La Repubblica, la Procura di Tivoli, guidata dal procuratore Francesco Menditto, ha ritenuto di utilizzare la normativa prevista dal c.d. Codice antimafia (d.lgs. n. 159/2011). Il 14 marzo è stata immediatamente avanzata la richiesta in considerazione della spiccata pericolosità dell'uomo (art. 9, comma 2, d.lgs. n. 159/2011). Guglielmo Muntoni, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, la stessa che si occupa dei provvedimenti patrimoniali del caso "Mafia capitale", il giorno dopo ha accolto la richiesta.

A carico del marito condannato, è stata imposta l'applicazione provvisoria e urgente della misura di prevenzione del divieto di soggiorno nei Comuni frequentati dalla donna. L'uomo, la cui scarcerazione è prevista per domani, sarà sottoposto subito alla misura e, in caso di inosservanza, potrà essere arrestato per violazione di una specifica norma del Codice antimafia. Se non ci fosse stata questa iniziativa sarebbe tornato libero senza alcun vincolo o possibilità di serio controllo a tutela della donna.

È la prima volta che una misura di prevenzione prevista dal Codice antimafia per le persone pericolose viene usata per proteggere una donna vittima di violenza domestica. Per di più, il provvedimento è stato emesso al di fuori del procedimento penale.

Un passo per dare effettività alla tutela che i magistrati hanno deciso di

intraprendere anche alla luce della recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo che ha condannato l'Italia per non avere agito con sufficiente rapidità per proteggere le vittime di violenza domestica.

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