Fornero: "La Fiat fermi i licenziamenti a Pomigliano". Passera: "Non mi è piaciuta la mossa di Marchionne"

Bufera sulla Fiat dopo la decisione di mettere in mobilità 19 operai per fare posto ai lavoratori Fiom reintegrati per sentenza. Passera: "Non mi è piaciuta la mossa della Fiat"

Tutti addosso a Sergio Marchionne: ministri, politici, sindacati e pure imprenditori. La decisione dell'ad Fiat di mettere in mobilità diciannove operai di Pomigliano, in seguito alla sentenza della corte di Appello di Roma che ha imposto all'azienda di assumere altrettanti lavoratori della Fiom, ha scatenato un putiferio. In mattinata si era già fatto sentire il ministro dello Sviluppo Ecocomico Corrado Passera che ha criticato la mossa del Lingotto. In serata arriva l'affondo di Elsa Fornero. Landini chiede e Roma risponde. "Noi abbiamo chiesto al Governo che il Presidente del consiglio chieda di ritirare i licenziamenti e se ci fosse bisogno fare un contratto di solidarietà", ha dichiarato nel primo pomeriggio il segretario della Fiom. E, infatti, poco dopo arrivano le parole del governo: "Il ministro del Lavoro Elsa Fornero constata, con rammarico e preoccupazione: la novità della fattispecie che fa evolvere le relazioni industriali nel senso dello scontro e dell’indurimento della contrapposizione - spiega il ministro in una nota ufficiale -; la mancanza di volontà di dialogo di entrambe le parti; l’assenza di una posizione comune da parte sindacale. In questa situazione, il ministro del Lavoro si adopererà per quanto di sua competenza per fermare l’avvitamento in una spirale nella quale tutti, dai singoli all’intero Paese, sono perdenti".

Un duro atto di accusa a cui fa seguito la richiesta di "soprassedere all’avvio della procedura di messa in mobilità del personale, in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi soltanto il fatto specifico, ma l’insieme delle relazioni sindacali in azienda".

La scelta di Marchionne ha ricevuto critiche dal mondo politico, ma anche da parte di alcuni imprenditori.

Proprio oggi è arrivato un durissimo attacco da parte di Diego Della Valle che in una nota ha chiesto al Presidente della Repubblica e al premier Mario Monti di "intervenire e richiamare Marchionne e gli Agnelli al rispetto e al senso di responsabilita".

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