Al Parlamento Ue primo sì al genere neutro sulle carte di identità

Via libera alla relazione “Identity Cards”: oltre a “maschio” e “femmina”, prevista la dicitura “X”. Ora la palla passa al Consiglio Ue

Al Parlamento Ue primo sì al genere neutro sulle carte di identità
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Ieri il Parlamento europeo ha dato il via libera alla relazione “Identity Cards”. Il testo è mirato a rafforzare la sicurezza delle carte di identità e dei permessi di soggiorno per evitare che terroristi e criminali possano fare delle frodi. La relazione propone standard minimi comuni per i documenti – dal chip elettronico con dati biometrici al formato ID-1 – così da rendere più sicura la mobilità all’interno del Vecchio Continente. Ma non solo. Con il nuovo provvedimento, gli Stati membri potranno rilasciare documenti in cui non si specifica più il sesso delle persone ma il loro genere.

In base a quanto previsto negli emendamenti approvati, oltre a “maschio” e “femmina” è prevista la dicitura “X”, dedicata a transgender e non binari. Si tratta di una formula già prevista in alcuni Paesi europei, basti pensare alla Germania, che dal 2024 permette alle persone non binarie di registrare il genere come “diverso” nei documenti ufficiali. Un altro emendamento alla relazione prevede che ogni persona che ha affrontato una transizione debba vedere riconosciuta l’identità di genere in tutti gli Stati membri.

La palla passa adesso al Consiglio Ue, dove i Paesi membri hanno diritto di veto. Non si sono fatte attendere le prime reazioni.

Tranchant la presa di posizione dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri: “Il testo che è stato votato è infarcito di ideologia - l'affondo della leghista - che va nella direzione opposta della sicurezza dei cittadini europei”. Raggiante, invece, il dem Alessandro Zan: “Il Parlamento europeo riunito in plenaria ha dato un segnale politico chiarissimo: i diritti non si discutono, si garantiscono”.

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