"Un processo di mostrificazione". Renzi smonta il caso Autogrill

Matteo Renzi commenta gli ultimi avvenimenti sulla vicenda 'Autogrill' e critica la Belloni: "Non avrebbe dovuto vedere il premier Meloni alla Camera"

"Un processo di mostrificazione". Renzi smonta il caso Autogrill

"Che vi sia il processo di mostrificazione è evidente e non c’è nessuno che mi abbia smentito". Matteo Renzi inizia così la conferenza stampa sugli ultimi avvenimenti in merito alla vicenda 'Autogrill'.

Il leader di Italia Viva, significativamente contento per il successo del suo libro 'Il mostro' che attualmente è primo in classifica su Amazon, parla ampiamente del segreto di Stato che il capo del Dis, Elisabetta Belloni, ha apposto fino al 2037 sulla "vicenda Autogrill", sull'incontro cioè che l'ex premier ebbe due anni fa con l'ex 007 Marco Mancini. "Se qualcuno pensa che uno come me si spaventi, ha sbagliato. Io continuerò a dire ciò che ho scritto, è tutto documentato", ha avvertito Renzi, assicurando che, una volta finito il tour sul 'Il mostro', riprenderà "a fare politica in prima persona".

Molro netto e chiaro anche il parere su Elisabetta Belloni: "A mio giudizio un direttore dei servizi segreti non diventa presidente della Repubblica in una notte". Renzi dice di non vederci "nulla di male" nel pranzo tra la Belloni e l'ex ministro degli Esteri, ma "non sta a lei dire 'Di Maio è stato leale'". Ma non solo. "Ho trovato fuori luogo che lei sia andata a colloquio con il premier Meloni nella sede di Fdi della Camera", ha aggiunto Renzi che, nel corso del suo intervento, non ha mosso neppure una critica all'ex premier Mario Draghi per aver avvallato la decisione della Belloni di apporre il segreto di Stato. L'ex premier ha poi rilevato di aver avuto un colloquio telefonico con Alfredo Mantovano e di aver preso atto che la sua dichiarazione era finalizzata a garantire l’integrità dell’istituzione dei servizi segreti. E sulla vicenda, ha aggiunto: "Non me lo aspettavo. Sono oggettivamente stupito, ma io non ho fretta. La verità di quel che è successo verrà fuori. Ci vediamo nel 2037". Nel corso della conferenza stampa c'è stato anche un siparietto con l'inviato di Report e l'annuncio da parte di Renzi della sua ferma volontà di denunciare la violazione del segreto istruttorio che avrebbe compiuto il conduttore della trasmissione, Sigfrido Ranucci.

Renzi non ha lesinato critiche alla magistratura che lo ha accusato di delegittimazione. "Chi delegittima i magistrati? Io o il pm che non rispetta la sentenza della Cassazione?", è una delle tante domande retoriche che Renzi ha posto ai giornalisti presenti in sala, facendo riferimento alle sue vicende giudiziare degli ultimi anni. "Ora ci sarà un nuovo Csm. Anche noi del Terzo Polo puntiamo ad avere dei membri laici, ma non ne abbiamo parlato né col centrodestra né col centrosinistra", ha aggiunto Renzi ribadendo le sue critiche alla riforma Cartabia che "ha mantenuto le correnti" e che "è tecnicamente inutile".

Infine, un accenno sul Covid: "Su Open tutti i bonifici sono tracciati, mentre sul Covid, a mio avviso, sono girati tanti soldi e vorrei una commissione d'inchiesta che indaghi su mascherine, ventilatori cinesi garantiti da D’Alema e sul motivo per cui Conte chiese a Putin di portare dei soldati russi per curare il Covid".

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