A lezione di 'Ndrangheta. A Roma Tre il primo corso sulla «mafia» calabrese

Un ciclo di lezioni dedicato all'organizzazione criminale che ormai si è trasformata in un'azienda illegale capace di fatturare 44 miliardi di euro l'anno. Per l'inaugurazione un incontro-dibattito sulle implicazioni criminali, sociali e culturali

La 'ndrangheta diventa materia universitaria. Sarà inaugurato oggi, all'Università di Roma Tre, il primo corso di Storia della 'Ndrangheta, che sarà tenuto dal professor Enzo Ciconte, storico e già parlamentare, e ideatore nel 2004 del primo corso universitario di Storia della Mafia nel 2004. L'approfondimento della parte normativa sarà curato da Ilaria Merenda.
La lezione-dibattito inaugurale, sul tema «La 'Ndrangheta come fenomeno criminale, sociale e culturale» è aperta al pubblico e si terrà oggi, giovedì 11 marzo, nell'aula magna del Rettorato in via Ostiense 159. Oltre a Ciconte interverranno Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Paolo Benvenuti, preside della facoltà di Giurisprudenza, Walter Veltroni, membro della commissione parlamentare Antimafia, Fabio Granata, vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, e Renato Cortese, capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria.
Le lezioni successive del Corso di Storia della 'Ndrangheta, che si terranno tutti i mercoledì a partire dal 17 marzo fino al 26 maggio dalle 18 alle 20, saranno tenute da Nicola Gratteri, sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, magistrato che ha condotto molte indagini sui narcotrafficanti ed è autore di saggi sulla 'Ndrangheta; e Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia.
La 'Ndrangheta è ormai una fiorente «azienda», sempre meno pizzo e lupara e sempre più «business», con un fatturato calcolato in 44 miliardi di euro l'anno (per le Mafie si parla di 135). Lo dimostrano i dati sui sequestri: al 30 giugno 2009, secondo i dati diffusi dall'agenzia del demanio, sono stati sequestrati in Calabria 1300 beni su un totale di 8933 in Italia, per un valore di oltre 72 milioni di euro su un totale di 618 milioni; e 95 aziende su 1185 per un valore di quasi 3 milioni su un totale si 17.

Sequestri che si concentrano soprattutto nella provincia di Reggio Calabria (863), mentre molti più che nelle altre province messe insieme: Catanzaro (189), Cosenza (88), Crotone (64) e Vibo Valentia (35). Un problema che riguarda anche la politica: tra il 1991 e il 2009, infatti, sono 46 i consigli comunali sciolti per infilitrazioni mafiose dal ministero dell'Interno: 27 nella sola provincia di reggio Calabria.

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