"Abbattimento forse per errore". Cosa nascondo le parole di Trump sull'Iran

Il presidente Trump prima alza il tiro e poi smorza i toni sull'Iran. E dietro c'è una strategia ben precisa

"Abbattimento forse per errore". Cosa nascondo le parole di Trump sull'Iran

L'Iran ha commesso un grande errore, ma questo non è sufficiente per iniziare una guerra. È questo - in sintesi - il pensiero del presidente americano Donald Trump che, di fronte alle domande dei giornalisti, ha cercato di smorzare i toni su ciò che sta accadendo nel Golfo Persico: "Naturalmente, sapete, non è che staremo qui a parlarne tanto. Lo scoprirete. Hanno fatto un grossissimo errore. Naturalmente, sapete, non è che staremo qui a parlarne tanto. Lo scoprirete. Hanno fatto un grossissimo errore", ha proseguito il tycoon, parlando di una semplice "sensazione".

Trump ha poi scongiurato la possibilità di una nuova guerra, dicendo in modo chiaro che il suo team non lo sta spingendo ad un conflitto con Teheran - "anzi in molti casi è il contrario" - e che vuole tirare gli Stati Uniti "fuori da queste guerre senza fine, ho fatto campagna su questo, voglio uscirne".

Come nel caso nordcoreano, Trump usa la diplomazia delle minacce. Prima attacca duramente il Paese che vuol portare a più miti consigli e poi cerca di trovare un accordo in grado di difendere gli interessi americani. Tutto scritto nel suo L'arte di fare affari, in cui spiega come un imprenditore di successo debba - in certe occasioni - alzare la posta in maniera incredibile per portare a casa il risultato.

Un metodo - spesso fatto anche di bluff - che per Trump ha funzionato e che lo ha portato a guidare la più grande potenza al mondo e ad esser sul punto di risolvere uno dei più importanti e pericolosi rebus mondiali: quello della Corea del Nord.

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