Egonu si scorda le scuse, finalmente la musica e i Maneskin: quindi, Sanremo...

Ogni mattina il racconto punto per punto del Festival di Sanremo. La terza serata: il monologo banale della pallavolista, i vestiti azzeccati e tanta musica

Egonu si scorda le scuse, finalmente la musica e i Maneskin: quindi, Sanremo...

- Informazione per i lettori. Chi scrive non è un tecnico della musica né un diplomato al conservatorio. In pratica: una capra. Ma essendo Sanremo nazionalpopolare, tali saranno anche i giudizi sulle canzoni. Mi piace: voto alto. Mi fa schifo: voto basso. Ovviamente il voto dipende dall'interpretazione della giornata e potrebbe cambiare rispetto ai primi giudizi dati nei giorni scorsi.

- Paola e Chiara: belle, ma ricoperte senza un perché di sbrillocchi in faccia. Hanno provato a portare in scena una hit, di quelle che si cantano in spiaggia al Papeete. Non so se riuscirà. Voto: 4.

- Mara Sattei. Meglio della prima esibizione. Voto: 6.

- Rosa Chemical porta un ukulele in scena, o quello che è, ed appare chiaro che ormai il Fantasanremo conta molto più del Festival vero. Il suo outfit, ma soprattutto quelle unghie lì, resta imbarazzante. Praticamente Amadeus ha cercato un altro Achille Lauro - non potendolo invitare per l'ennesima volta - e ha trovato un sosia. Ma la canzone al netto di un testo discutibile prende e coinvolge. Voto: 7.

- Grignani: si discuterà soprattutto di quella frase che gli è sfuggita. Era una bestemmia oppure no? Ma applausi per il fatto di aver bloccato l'esibizione senza sfasciare tutto come un Blanco qualsiasi. Maglietta "no war" noiosa e nel togliersi la giacca pareva un orso in una cristalleria. Il fiato gli manca eccome. Rivedibile. Voto: 5.

- Primo abito di Paola Egonu che le rende giustizia. Molto meglio di tutte le altre co-conduttrici o vallette. La sua esibizione un po' imparata a memoria, ma meno impacciata di Ferragni e Fagnani.

- Levante. Bella è bella. Cantare bene magari canta bene. Particolare. Ma la canzone non trascina affatto. Voto: 5.

- Finalmente un po' di musica. Qui si canta a gogo senza pausa: per anno prossimo suggerisco di partire direttamente dalla terza serata.

- Il maestro Fabio Gurian, che si veste con un normale abito scuro su camicia bianca, è già l'idolo della masse di chi apprezza un tantino di normalità. Noi.

- Tananai. Anche a lui diamo un premio normalità: abito, camicia a righe, capigliatura giovanile ma senza stramberie. Avrei solo rivisto le scarpe ma so gusti. La canzone ascoltandola di nuovo la si apprezza di più. Voto: 6.

- Lazza. Il mio parrucchiere non apprezzerebbe quel caschetto da frate, ma se si piace fa bene a tenerlo. La canzone funziona, bella la dedica alla mamma che si vergogna come non mai di essere finita sotto i riflettori. Voto: 7.

- LDA. Oggi i costumisti devono aver ascoltato il nostro grido di dolore nel vedere abiti stravaganti e si sono trattenuti. La canzone boh, tutto sommato non è così orribile. Ma non trasmette grandi emozioni. Voto: 5.

- Pure i Maneskin si sono trattenuti, considerando che una volta sono saliti sul palco con le chiappe al vento. La fluidità che di solito ostentano l'hanno lasciata in parte in camerino. Che poi se pensassero più alla loro musica, che è bella, anziché alle pagliacciate che di solito mettono in scena, sarebbe tutto molto meglio. Star mondiali, quindi chi siamo noi per giudicarli? Voto: 8.

- Ma perché Viktoria deve guardare la telecamera come se dovesse sedurre un 20enne in un bar? Perché deve sdraiarsi in terra? E perché deve suonare il basso muovendosi come se fosse nel pieno di in un atto sessuale?

- Madame. Se la ascolti la seconda volta è meno peggio. Ma a chi scrive non convince. Voto: 6.

- Sangiovanni irriconoscibile. Che ha fatto alla capigliatura?

- Dalla regia mi dicono: "Trattami bene Sangiovanni che piace a me". Eseguo. Però il confronto con Morandi.... Mi taccio.

- C'è chi ha un debole per Sangiovanni, io per Annalisa. I gusti (musicali eh...) sono gusti.

- Se non è in playback, Annalisa sa cantare. Ecco.

- Ultimo. Aspettative più alte del prodotto portato a Sanremo. Peccato. Voto: 6.

- Nooooooooo. Ancora loro nooooooooo. Poltronesofà artigiani della mediocrità.

- Oh, finalmente Elodie agghindata come piace a noi maschietti veraci. Ha interpretato canzoni migliori. Più piacevole alla vista che all'udito. Voto: 6 dettato dagli ormoni.

- Mr. Rain: sarò l'unico al mondo e di musica non capisco una fava, magari. Ma lui mi piace, la canzone e pure e i bambini danno un tocco magico. Voto: 7.

- Maestro Enrico Melozzi: perché? Aridatece Vessicchio.

- Giorgia. Magari io, alla sua età, fare questa figura. Però la canzone, lo ripeto, non le fa onore. Testo e melodia deboli al fianco di una voce potente. Voto: 5.

- Secondo vestito di Egonu. Pure questo azzeccato. Potrebbe suggerire a Fagnani e Ferragni il suo ottimo stilista.

- Colla zio. Vabbè. Voto: 3.

- Mengoni. Ma come si è vestito? Sembra dei Village People. Orripilante, l'esatto opposto della voce. Bravo. Voto: 7.

- Colapesce e Dimartino. Resto innamorato dei baffi e del pizzetto. E la canzone è semplice ma efficace. Voto: 7.

- Finalmente il momento di Paola Egonu. Dopo aver insultato l'Italia, farà retromarcia?

- Amadeus in pratica ha criticato i giornalisti che hanno osato fare domande a sua santità Egonu. Mah.

- Tre monologhi fino ad oggi. Due di questi (Ferragni e Egonu) sono uno sbrodolarsi addosso delle protagoniste che non forniscono alcun un grosso contributo alla società. Bocciate.

- Paola Egonu attacca la stampa dicendo - sintetizzo - che ci inventiamo i titoli e le storie. Eppure Vanity Fair ha confermato tutto. Allora a chi si riferisce? Lancia il sasso e nasconde la mano? Caro Roberto Benigni, aiutaci: ma la Costitizione non difende pure la libertà di stampa e di critica? O sbaglio?

- "Alla domanda 'perché io sono io?' c'è già la risposta 'perché io sono io!'". Spero non abbia pagato troppo gli autori che l'hanno aiutata a scrivere questa banalità.

- Forse sarebbe il caso di dire addio ai monologhi di Sanremo. O pagare ghostwriter migliori.

- La storia dei bicchieri e del razzismo non è comprensibile. Me la rispieghi Paola? Io di norma prendo il bicchiere trasparente perché l'acqua me la aspetto trasparente. Ma apprezzo pure l'azzurro. Quindi?

- Bella lezione di egoismo di Egonu. Dice: a volte sono triste anche se vinciamo perché non ho schiacciato la palla decisiva. Brava: la insegniamo al corso di minivolley?

- Nessuno l'ha giudicata per le brutte esperienze subite, ma per aver generalizzato. Sarebbe bastato dire: "Mi scuso per le parole di stamattina, non penso che l'Italia sia un Paese razzista ma che ci siano alcune minoranze xenofobe in base alla mia esperienza". Invece no. Ha tirato dritto o si è dimenticata?

- "Sono più le finali che ho perso di quelle che ho vinto, ma questo non fa di me una perdente". Non credo che i presidenti e gli sponsor delle sue squadre siano così d'accordo. Qualcuno ha detto: presentami un "buon" perdente e ti mostrerò un perdente. (L'ho sentita l'altra sera in spogliatoio dopo una pessima partita di Csi, quindi magari è inventata ma coglie il segno).

- Quindi in sintesi Paola Egonu ha avuto alcune esperienze negative in Italia e ne ha dedotto, evidentemente, che "l'Italia è un Paese razzista". Ma che vuol dire? Sei stata sfortunata, magari, ma perché fare di tutta l'erba un fascio? Pure Roby Facchinetti ha passato brutti attimi di terrore coi ladri. Ma non pensa che l'Italia sia "un Paese di rapinatori".

- In generale, un monologo di una banalità disarmante. Pistola scarica, testo da terza media.

- Coma Cose. A riascoltarla, la canzone è piacevole. Però la versione "in studio" è molto meglio di quella live, soprattutto lei. Un punto in più perché hanno deciso di sposarsi: non è cosa da tutti. Voto: 7.

- Leo Gassmann: canotta stile Senatùr dei tempi d'oro. La canzone continua a non piacermi granché. Però valutate voi. Voto: 6.

- Hanno capito che se non piazzano nella serata qualcuno in grado di cantare sarebbe difficile definirlo festival della canzone italiana. Infatti hanno richiamato pure oggi Massimo Ranieri. Evergreen.

- La limonata tra Amadeus e Rocio Munoz Morales decisamente rivedibile: scenetta scritta male e interpretata peggio. Però lei sa stare sul palco molto meglio di tanti altri, pure di Gianni Morandi e delle varie co-conduttrici. Se legge dal gobbo, non si capisce. È spontanea e pure bella, che non guasta mai. Brava.

- Ah, a Francesca Fagnani facciano vedere Morales e il suo vestito. Ecco. Lei può permettersi uno spacco fino all'ombelico. Fagnani no.

- Cugini di Campagna. Interpretazione migliore della prima serata. Simpatici eh, però boh. Manca qualcosa. Un voto in più per l'intonazione e uno in meno per gli abiti. Voto: 5.

- Per dire la tecnologia. Uno vorrebbe rivedere daccapo la puntata del festival grazie al sistema restart. Però arriva alle 00.01 e la sfiga vuole che il magico sistema di Raiplay viene diviso per giorni. Quindi il "restart" arriva solo a mezzanotte del giorno corrente. Chi si è collegato nella notte di venerdì non ha potuto rivedere subito la puntata. Bello schifo.

- Fiorello sempre simpatico. Ma Lillo con Posamen non fa ridere.

- Il fluido c'è. Il travestito pure. Gli anziani anche. Omosessuali penso siano rappresentati. Donne ce ne sono a gogo. E quella di colore pure. Amadeus le figurine politicamente corrette le ha collezionate tutte.

- Va detto che Paola Egonu, che di mestiere dà schiaffi alla palla, presenta i cantanti molto meglio di Francesca Fagnani che di lavoro farebbe proprio questo. L'enfasi nel chiamare i cantanti c'è. Brava.

- Olly. Dio benedica l'auto tune e gli effetti . Voto: 5.

- Per la sua giacca rossa Morandi ha rubato la tenda dell'Ariston.

- Anna Oxa. Si è vestita con quello che ha trovato nel cestone della Caritas di Ventimiglia. La canzone resta quello che è. Vocalismi invidiabili, però a volte pure esagerati: in alcuni punti fa degli acuti che sembra avere mal di pancia: voto 5.

- Articolo 31. Come quasi tutte le canzoni di J-Ax è piacevole. Le parole sono belle. La musica anche. Ma dal vivo lui non rende affatto. Dal vestito da gelataio della scorsa serata a un total Red con tanto di scarpe tipo quelle di papa Ratzinger. Rivedibile. Voto: 6.

- Egonu sbaglia a leggere il numero del codice per il televoto degli articoli 31 e ad Amadeus prende quasi un colpo. Per molto meno il Codacons ha rovinato vite e intasato tribunali.

- Ariete. A parte il fatto che sembra l'abbiano bastonata per costringerla a venire sul palco, deve aver rubato l'abito al nonno. È stile 1935 e almeno 15 taglie più grande. Al collo indossa una catena con un cuore enorme. La canzone così così, ma lei nell'interpretazione ha fatto passi in avanti giganteschi. Voto: 6.

- Sethu. Mah. Voto: 4.

- Messaggio sul pallone scritto da Egonu: "Sii sempre grato". Poi la spiegazione non l'ho ben capita e forse non ci ha ragionato su abbastanza. Suggeriamo noi una interpretazione: "Sii sempre grata" al Paese che ti ha cresciuta e resa una star. Ecco. Altro che "Paese razzista"

- Ma perché si mettono tacchi enormi per scendere scale che evidentemente non sanno scendere?

- Shari. Meglio dell'altro giorno. Anche se non si capisce bene come mai pure lei si mangia una parola sì e l'altra pure. Voto: 5.

- gIANMARIA: già questa cosa che devo scrivere il nome un po' in maiuscolo un po' no mi fa partire un tantino irritato. Però a me la canzone non dispiace, nonostante tutti i difetti di chi la interpreta. Tipo: perché deve ondeggiare sul palco come se si fosse scolato quattro bottiglie di Amaro del Capo? Voto: 6. Anzi: un voto in più perché giocava a basket. 7.

- Ma Beppe Vessicchio l'hanno lasciato sul divano di Poltronesofà?

- Modà. Sarò di parte, ma Kekko canta mediamente meglio di tutti gli altri. La canzone è simile ad altre due, ma è nello stile Modà. Il contenuto profondo. Voto: 8.

- Will. Viso piacevole, sguardo simpatico. Però la canzone sembra già sentita. Voto: 5.

- Siani ha ragione: il comico alle 1.50 di notte è incomprensibile. Il suo monologo parte sotto tono, a parte qualche sprazzo simpatico qua e là, poi migliora. Sorrisi.

- Invece di mostrare una foto in 3d ricostruita al computer di come saremo nel 2050 per colpa dei cellulari, ingobbiti e storti, bastava mostrate la foto della Ferragni che tanti meme sta ispirando.

- La critica velata ai banchi a rotelle di

Lucia Azzolina: top.

- serata con meno colpi di scena, se si esclude della presunta lite dietro le quinte, ma molto più piacevole. Coletta: anno prossimo cantiamo di più e parliamo di meno, dai. A domani.

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