Referendum, la sfida all'estero: seggi chiusi, l'affluenza al 40%

Renzi sperava in un 30%. Alfano gongola: "Prevarrà il Sì". Ma il rischio brogli cresce. E il fronte del No sorveglierà lo spoglio

Referendum, la sfida all'estero: seggi chiusi, l'affluenza al 40%

Nell'ultimo giorno della campagna per il referendum sulle riforme costituzionali Matteo Renzi guarda con impazienza all'estero. I seggi hanno chiuso con il 40% dell'affluenza. Si tratta di un milione e 600mila italiani all'estero che potrebbero rivelarsi decisivi nel risultato del voto. Su tutte queste schede, però, pende l'ombra dei brogli. Qualche avvisaglia sui trucchetti giocati dal governo è già arrivata nei giorni scorsi. "È un film già visto - replica il premier - non capisco perché dire che lì si fanno i brogli, perché alimentare tensioni e polemiche?". La risposta è semplice: i controlli sono solo teorici e il trucco dei duplicati accresce il rischio brogli.

Con i suoi il premier scommette sulla remontada e il Pd, al di fuori della minoranza, è convinto che il vento sia cambiato sul serio: "Abbiamo fatto una cosa enorme, ce la faremo", ripete Renzi che all'estero sperava di portare alle urne il 30% degli aventi diritto. È andato il 40%, ben oltre le attese di Palazzo Chigi. E ora Renzi spera ub una vittoria al fotofinish. "All'estero credo prevarrà il Sì", preconizza anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano, attirandosi l'ira delle opposizioni. Nel 2013 in Europa a votare furono in 567mila, ora si stima che dovrebbe essere superata la soglia dei 600mila. E dovrebbe essere sfiorata se non raggiunta la cifra del milione e mezzo di voti da tutto il mondo raggiunta alle scorse politiche. "Un milione di voti arriveranno a sostegno delle riforme", prevedono dal fronte del Sì. In 31 mila sono quelli non iscritti all'Aire che hanno fatto domanda per pronunciarsi sul pacchetto costituzionale. Da quel bacino, è il ragionamento nel fronte del Sì, dovrebbe, invece, arrivare un soccorso per il No.

Il Comitato del No che aveva già minacciato ricorsi invierà 200 volontari per monitorare lo scrutinio, "sulla scorta di irregolarità che sono state segnalate e per la pressione del Governo sul voto all'estero". Altri "cento controllori" per un voto "a rischio brogli" arriveranno dal Movimento 5 stelle. Ma la Farnesina mette subito uno stop alle polemiche: non esiste alcun documento che invita la rete diplomatico-consolare alla "mobilizzazione generale per il sì", le segnalazioni arrivate al ministero sono "prive di fondamento generate - si spiega in una nota - da commenti circolati sui social media".

Le schede, infilate in valigette diplomatiche dai consolati e imbarcate sotto il controllo del personale della Farnesina in un apposito scomparto di un volo di linea, arriveranno tra oggi e domani a Fiumicino. Lo scrutinio, però, sarà effettuato domenica sera, alle 23, in contemporanea con le schede del resto d’Italia.

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