Sud, Maroni: "Nessuna tregua alla 'ndrangheta"

Nell'informativa al Senato sui disordini avvenuti a Rosarno, il ministro dell’Interno: "Non sono necesarie nuove leggi". Ma avverte: "Il Governo combatterà senza tentennamenti le conseguenze negative che derivano dall’immigrazione clandestina"

Sud, Maroni: "Nessuna tregua alla 'ndrangheta"

Roma - I disordini avvenuti a Rosarno "trovano fondamento tra le tensioni locali. Una situazione che deriva da una grave condizione di degrado sociale che si era ormai trasformato in un serio problema di ordine pubblico". Nella informativa in Aula al Senato, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato che "non sono necesarie nuove leggi o modifiche normative". "Le leggi attuali, in particolare la Bossi-Fini, - ha continuato il titolare del Viminale - già impongono la regoralità delle posizioni di lavoro con la necessità di assicurare idonea sistemazione alloggiativa per i lavoratori stranieri. È invece necesario che queste leggi siano applicate integralmente da chi fino ad oggi le ha semplicemente eluse".

Il governo al lavoro "I fatti di Rosarno rendono evidenti le conseguenze negative che derivano dall’immigrazione clandestina, che il Governo continuerà a combattere senza tentennamenti". L’ingresso illegale nel territorio dello Stato, ha spiegato Maroni, "costituisce il presupposto per l’emarginazione e lo sfruttamento di molti stranieri. E speso è il serbatoio per il reclutamento della manovalanza della criminalità".

Sul fronte del contrasto, il ministro ha ricordato che negli ultimi due anni sono stati effettivamente rimpatriati 42mila clandestini, mentre sul fronte della prevenzione dell’immigrzione clandestina gli sbarchi sono diminuiti del 90 per cento: 31.281 persone nel 2008, 3.185 nel 2009.

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