
Male (anche) la seconda. La giunta aveva lanciato a fine settembre un primo bando da 49,8 milioni per vendere tutte le quote dei Fondi immobiliari Comune di Milano I e II - in pratica, trentasette immobili sparsi tra città e resto del Paese, dal palazzo di piazza Santa Maria del Suffragio a immobili a Cesenatico o la villa in Liguria, aree, fabbricati - ma a dicembre è stato dichiarato deserto. L'unica offerta, quella presentata dalla società HUB32 srl, è stata esclusa perchè «condizionata» alla realizzazione di alloggi sociali per salvaguardare gli attuali inquilini di piazza Santa Maria del Suffragio. Progetto quasi nobile, ma il bando escludeva proposte condizionate. Il Comune ci ha riprovato, ha lanciato un'asta identica dal 27 dicembre al 28 febbraio, e la commissione giudicatrice ha dovuto mettere agli atti che «non risultano pervenute domande di partecipazione entro la scadenza». Un altro flop. E un buco da 50 milioni, la giunta Sala contava di reinvestire il pacchetto di fondi nel Piano Casa straordinario e nella manutenzione dei caseggiati popolari. Ora dovrà decidere come procedere, la durata dei Fondi immobiliari, che risalgono al 2007 quand'era sindaco Letizia Moratti - e in origine si trattava di 140 proprietà per un valore di oltre 355 milioni di euro -, è stata prorogata fino al prossimo 30 giugno.
Ora le quote del Fondo I valgono circa 41,9 milioni e comprendono 17 proprietà a Milano e gli immobili di Sondalo e Cesenatico, nel Fondo II creato nel 2009 ci sono invece 17 proprietà tra Milano e altri Comuni lombardi e Villa Tigellius a Recco, per un valore totale di circa 7,8 milioni. «La vendita - aveva spiegato l'assessore alle Risorse finanziarie Emmanuel Conte (nella foto) - servirà a introdurre strumenti finanziari di investimento che saranno destinati al Piano casa». Ora è una bella grana.
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