"L'auto stava sbandando, poi...". La testimonianza choc sulla mamma dj

Viviana sarebbe stata vista dapprima sbandare con l'auto e poi abbandonare la vettura con il figlio Gabriele tra le braccia

"L'auto stava sbandando, poi...". La testimonianza choc sulla mamma dj

Diventa sempre più fitta ed intricata la ricostruzione della drammatica vicenda di Viviana Parisi, la mamma vj di Venatico rinvenuta cadavere nei boschi di Caronia, nel Messinese. In queste ore, gli investigatori stanno provando a ricostruire gli ultimi istanti di vita della 43enne, gli spostamenti che avrebbe compiuto prima di raggiungere il viadotto Pizzo Turda e il percorso effettuato per raggiungere Contrada La Torre, dove è stata ritrovata dai vigili del fuoco. Dettagli che potrebbero segnare la svolta nelle ricerche del piccolo Gioele, scomparso nel nulla da giorni. È una corsa contro il tempo che non consente margini d'errore.

La testimonianza degli operai

Sin dagli istanti successivi all'annuncio di scomparsa, si sono succedute testimonianza relative a presunti avvistamenti della donna nel punto in cui è stata ritrovata la sua opel grigia incidentata, sull'autostrada Messina-Palermo, in prossimità di Caronia. Informazioni che sono state utili agli inquirenti per ritrovare, nel pomeriggio di sabato 8 agosto, il corpo deturpato di Viviana tra la boscaglia locale ma che non hanno rivelato alcun particolare sulle ore precedenti al misfatto. Oggi, stando a quando riporta il quotidiando Il Tempo, le dichiarazioni rese alle autorità da alcuni addetti alla manutenzione stradale della zona dettagliano la vicenda di nuovi e significative minuzie. La 43enne avrebbe sbandato con l'auto per una decina di metri prima di impattare contro lo spartitraffico. Pochi istanti più tardi, sarebbe stata vista scendere dalla vettura e scavalcare il guardrail con il figlio tra le braccia. Ma né lungo il sentiero sterrato che conduce al luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere, né poco lontano da lì, ci sono segni del passaggio del bimbo.

Gioele era con la mamma?

È la domanda che assilla da giorni gli investigatori. Il bimbo di 4 anni sembra svanito nel nulla, risucchiato in un buco nero immaginario. Eppure, fino ad un'ora prima del presunto suicidio, Viviana lo stringeva a sé. Lo prova un filmato delle telecamere di sorveglianza cittadina al casello di Sant'Agata Militello: il piccolo era a bordo dell'auto con la sua mamma. Ma a parte quel breve frammento, non vi sono altri elementi video che possano accertare gli spostamenti successivi della donna. Perché era stata lì, chi doveva incontrare? Per quale motivo ha mentito al marito Daniele? Domande che col trascorrere del tempo diventano via via sempre più enigmatiche riservando una risposta tutt'altro che certa. In attesa che salti fuori la verità, il procuratore capo di Patti, Angelo Cavallo, e gli investigatori della squadra mobile di Messina continuano a considerare tutte le ipotesi che il caso sugerisce. Ma l'urgenza, adesso, è ritrovare Gioele nel più breve tempo possibile.

La visione della medium

Se si sia trattato di un omicidio o di un atto volontario, saranno le indagini a confermarlo. Intanto, la sensitiva Rosa Maria Laboragine ha escluso l'eventualità del coinvolgimento di altre persone nella vicenda: "Hanno entrambi gli occhi chiusi, - racconta circa la sua visione -vedo acqua e medicine. Una borsa marrone e la donna con una macchia nera nella testa, come se avesse avuto un black out.

Ha fatto un gesto volontario, non vedo un fattore esterno ed il bambino potrebbe trovarsi poco lontano. Il marito non ha nessuna colpa, la signora ha avuto un blocco mentale dopo l'incidente. Un qualcosa che deve averla molto scossa".

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