Galli avverte gli italiani: "Il Natale non sarà come Ferragosto"

Il responsabile delle malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano non esclude un nuovo lockdown generalizzato. E mette in guardia per Natale

Galli avverte gli italiani: "Il Natale non sarà come Ferragosto"

Italia di nuovo in lockdown nazionale dal 15 novembre? Sì, no, forse. Pierpaolo Sileri a Sky Tg24 ha per ora escluso questa possibilità, pur non negando nuove restrizioni a livello regionale e festività natalizie sotto tono rispetto al solito. Eppure, l'infettivologo Massimo Galli, responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ieri in collegamento con Bianca Berlinguer a Cartabianca, non ha escluso che possa esserci questa possibilità. Ancora una volta dalle voci autorevoli giungono informazioni contraddittorie, che creano nuova confusione negli italiani.

"Lockdown generalizzato dal 15 novembre? Mi auguro di no ma temo di sì", le parole di Massimo Galli arrivano come un macigno, una spada di Damocle che pende sul collo degli italiani che ora aspettano la nuova deadline per conoscere il loro destino. I dati di oggi sembrano essere rassicuranti per il Paese, i contagi cominciano a rallentare e anche la curva sembra non crescere più con la stessa velocità dei giorni passati, anche se i decessi continuano a crescere. Eppure, il professore dell'ospedale Sacco, si dice molto preoccupato. Per quanto non neghi l'importanza di un piano differenziato per le regioni, l'infettivologo teme che questo possa non essere sufficiente per allentare la pressione sugli ospedali, che in questi giorni è in crescita.

"Il più drastico degli interventi, il lockdown, ha dimostrato di essere efficace. Tutto il resto è un tentativo che necessita di conferme nel suo risultato. Mi preoccupa il crinale molto stretto tra quello che si sta facendo ora per ottenere un risultato e le conseguenze dell’eventuale mancato risultato, che finirebbero per imporre periodi più drastici e lunghi di chiusura totale", afferma Massimo Galli. Su un tema, il responsabile dell'ospedale Sacco, si trova in accordo con Pierpaolo Sileri: "Se si arrivasse ad avere una situazione tendente al bello a Natale, non possiamo trasformare il Natale nel Ferragosto scorso. Scordiamoci grandi cenoni con famiglia allargata. Quest’estate molte persone si sono comportate esattamente come le estati precedenti. Il virus era alle nostre spalle, sì, ma per pugnalarci".

Per Massimo Galli la situazione attuale non è paragonabile a quella del 21 febbraio, quando l'Italia è caduta nell'incubo del coronavirus da incosciente.

Ora era possibile arginare una prevedibile ricaduta ma non sono stati utilizzati tutti gli strumenti a disposizione e adesso i medici, in prima linea per contrastare la nuova emergenza, spingono per una nuova chiusura totale. "Alla base credo ci sia il timore per l’inadeguatezza del sistema sanitario a reggere l’impatto ed è facilmente condivisibile", conclude il medico.

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