"Non è un caso che il governo migliori". Il sondaggista gela la sinistra

Dopo due anni il gradimento al governo arretra meno rispetto ai precedenti esecutivi. L'analisi del sondaggista Pagnoncelli premia Meloni: "Il suo esecutivo esprime performance migliori"

"Non è un caso che il governo migliori". Il sondaggista gela la sinistra
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Mentre la sinistra politica arranca, l’esecutivo non intende fermarsi. Due anni di dura opposizione al governo guidato da Giorgia Meloni, a quanto sembra dalle ultime rilevazioni, non sono bastate a Elly Schlein e soci. I sondaggi registrati da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, seppur riscontrando un piccolo arretramento, esaltano la potenzialità ma soprattutto la longevità delle tre anime che compongono l’attuale destra italiana.

Se il gradimento al governo e alle premier subisce un calo fisiologico, l’esecutivo guidato da Fratelli d’Italia arretra meno rispetto agli esecutivi precedenti. Dando così una prova sia di solidità sul piano interno sia di compattezza a livello internazionale. "Nonostante gli inciampi e le difficoltà che hanno caratterizzato il 2024, e nonostante gli elementi divisivi in qualche caso netti che sono emersi nella maggioranza di governo, la solidità dell’esecutivo Meloni sembra confermata”, esordisce il sondaggista Pagnoncelli. E, sempre dalle colonne del Corriere della Sera, conferma: “Le crisi francese e tedesca fanno sì che il governo italiano sia percepito come il più solido tra i grandi Paesi fondatori”. E conclude: "Non è un caso se il governo attuale è uno di quelli che, nei tempi recenti, esprime le performance migliori. E questo è anche merito di posizionamento internazionale".

Nel dettaglio, l’apprezzamento per il governo rimane stimato a “un indice di 41”. Il calo è solo di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. “Segnale indubbio di raffreddamento dell’apprezzamento, ma va tenuto conto che, rispetto ai governi recenti che sono durati almeno due anni la contrazione è meno consistente”, precisa Pagnoncelli. Lo stesso vale per il gradimento di Giorgia Meloni, stimato al 42 “con una perdita di due punti nell’anno”. Una nota comunque positiva se confrontata con altri capi di governo: “Se si considerano poi le analoghe valutazioni dei presidenti del Consiglio dei due governi durati almeno due anni – continua il sondaggista - Berlusconi perde 10 punti dall’insediamento (ma la sua valutazione iniziale, a differenza di quanto avviene per Giorgia Meloni, era sensibilmente inferiore a quella del suo governo), mentre Renzi perde 22 punti”.

A risentire di queste rilevazioni, come spesso accade da due anni a questa parte, è l’opposizione nostrana. Se “le tre forze principali segnalano variazioni apprezzabili”, la snistra non può dire lo stesso.

Mentre Fratelli d’Italia è infatti stimata al 27,6%, in crescita di 1,6 punti rispetto ai risultati di allora”, il campo largo subisce una battuta d’arresto. Se da un lato il Pd mantiene un ottimo 22,5%, “il Movimento 5 Stelle è invece stimato al 13,3%, oltre due punti sotto il risultato delle elezioni politiche”.

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