Alcune ragioni liberali contro il "Piano Draghi"

Dubbi sugli Stati Uniti d'Europa

Alcune ragioni liberali contro il "Piano Draghi"
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Il progetto delineato da Mario Draghi nasce da un problema reale: l'oggettivo declino del Vecchio Continente, che da tempo cresce davvero poco e in qualche caso come in quello italiano negli ultimi tre decenni è perfino arretrato. L'economia deve recuperare dinamismo e l'idea di un nuovo Piano Marshall, perfino più corposo di quello finanziato dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, viene da lì.

Per chi si riconosce nei principi liberali, però, vi sono alcune obiezioni da farsi. Innanzi tutto, indebitare e/o tassare gli europei e le loro aziende al fine di poter iniettare grandi quantità di denaro grazie a una programmazione politicamente orientata è in linea con le logiche socialdemocratiche e keynesiane che sono proprio all'origine del disastro europeo. Quello che viene annunciato come un farmaco, nei fatti, è il solito veleno di Stato. Gli italiani hanno ben presente la politica dei bonus: credo che ne debbano avere abbastanza di questo intervento pubblico che unisce clientelismo e logiche assistenziali. Oltre a ciò, l'enorme massa di soldi che Draghi vorrebbe iniettare nell'economia europea non sarebbe gestita dai 27 governi che compongono l'Unione; al contrario, l'idea è che sia proprio il Super-Stato con capitale a Bruxelles ad amministrare questi capitali, che per giunta dovrebbero essere piegati alle logiche di quell'ecologismo radicale (la cosiddetta «decarbonizzazione») che già tanti danni ha causato ai nostri sistemi produttivi. In Germania, per giunta, s'è visto come queste politiche ambientaliste e tecnocratiche abbiano prodotto il successo di quei movimenti che, a destra come a sinistra, non vogliono immolare la prosperità attuale sull'altare di qualche (ipotetico) centesimo in meno di temperatura media annua; specie se Cina, India e gli altri continuano sulla loro strada. È difficile, per questa ragione, che le classi dirigenti tedesche siano disposte ad ascoltare Draghi. È poi del tutto evidente che il gosplan delineato dall'ex premier italiano punta a realizzare un esercito europeo, quale tratto essenziale di una statualità sui generis. Se si pensa all'esercito comune non è per vedere sfilare le truppe nelle capitali, ma per dare un nuovo protagonismo (anche militare) all'Unione. I costruttori dell'Europa sanno bene che ogni nuova istituzione si rafforza e consolida molto meglio e più velocemente se c'è una guerra.

È infine opportuno a settant'anni di distanza demitizzare il piano Marshall. Nel 1945 l'economia italiana e quella tedesca si sono risollevate non già grazie agli aiuti americani, che certo furono importanti per promuovere l'immagine degli Usa ed evitare l'inferno sovietico.

Dopo la guerra, però, l'Europa si è rialzata perché la regolazione e la tassazione erano ai minimi: era facile lavorare, intraprendere, avere successo. O si riparte da lì (accantonando ogni progetto socialista), oppure il declino europeo non troverà mai una soluzione.

Commenti
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Avatar di darien1960 darien1960
11 Set 2024 - 14:56
Si continua a ignorare che c'e' gia' un piano Marshall in corso da 20 anni: dal 2004 ogni anno i Paesi dell' Est ricevono contributi e finanziamenti a pioggia pari al 4-5% del loro Pil annuale, prelevati dai contributi dei Paesi occidentali (nell'ordine, Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, etc). Si tratta di un enorme e ormai totalmente ingiustificato trasferimento di ricchezza. L'ignoranza e la disinformazione sono ormai quotidiane.
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Avatar di Duka Duka
11 Set 2024 - 10:25
Draghi ha perfettamente ragione facendo riferimento ad uno STATO EUROPA e non ad una accozzaglia male assortita di stati che si sentono o credono di sentirsi europei semplicemente perchè la moneta è unica. Creare, finalmente, lo STATO EUROPA non è semplice tantomeno a buon mercato come ha malamente pensato la classe dirigente dell'epoca. L'EUROPA che abbiamo fin qui vissuta è stata ed è fallimentare.
Avatar di andy15 andy15
11 Set 2024 - 10:59
@Duka -- Non sia mai. L'unica cosa che ci tiene ancora in piedi, deboli e ininfluenti, ma almeno in piedi, e' proprio il fatto che non si sia creato uno Stato Europa, come suggerisce Lei. Basta guardare a tutti i fallimenti dell'UE negli ultimi 50 anni, dalla PAC, a Dublino, al Green e via discorrendo. Lo Stato Europa e' e rimarra' un mito, che pero' sarebbe meglio seppellire definitivamente, per liberare gli Stati da quest'ombra ingombrante e malefica che li sovrasta.
Avatar di Altoviti Altoviti
11 Set 2024 - 11:22
Il declino ha cominciato con la UE e poi con l'Euro e soprattutto con il piano di invasione migratoria della UE attuato dalle leggi europee ed i cosiddetti accordi imposti ai paesi con autoritarismo e senza consultare le popolazioni. Siamo passati dalla preferenza europea per gli impieghi alla messa in opera di una preferenza pratica ai migranti estromettendo gli europei dai lavoro ed instaurando la precarietà ovunque sul continente.
Avatar di Alpicozie Alpicozie
11 Set 2024 - 11:34
Il signor Draghi? Se ne vada in pensione con il suo mega assegno nel suo buen ritiro di Città della Pieve. Ci lasci per favore digiuni dei sui consigli da socialista radical chic!
Avatar di Jaeger Jaeger
11 Set 2024 - 12:09
Però quando questo governo teoricamente di destra fa politiche socialiste corporativiste tipo balneari, tassisti, divieto della carne sintetica, divieto della cannabis light questo giornale non contesta mai nulla
Avatar di Smax Smax
11 Set 2024 - 13:09
La Ue e’ una follia. Moneta unica con 27 stati con politiche fiscali e estere diverse. Commissione dirigista, tutto pensato nell’interesse di due soli stati a scapito degli altri, perditempo che vogliono normare pure la curvatura dei cetrioli.

Non paghi hanno introdotto unici al mondo la follia della transizione green, patto di stabilità regressivo al 3%. Ma siccome non bastava con la regia del sedicente supermario hanno messo sanzioni alla Russia per fare gli interessi Usa. E vogliono crescere?
Avatar di rokko rokko
11 Set 2024 - 13:50
Sono d'accordo con l'ultima frase. Il problema è: chi è che sarebbe d'accordo a falciare le pensioni per avere in cambio una tassazione decente? Chi sarebbe d'accordo ad abolire le pensioni di anzianità e far lavorare fino a 67 anni tutti?

I socialisti come dice Lottieri no, ma mi pare che anche i nostalgici del ventennio no, anzi al contrario. E quindi? Come si fa?
Avatar di df69 df69
11 Set 2024 - 13:56
Infatti, un po' di chiarezza sarebbe necessaria. Magari, smetterla con l'esaltazione di Draghi sarebbe un primo passo, visti i disastri compiuti da questo signore in Italia, e le sue previsioni sempre sbagliate, così come le sue ricette. Secondariamente, smetterla di considerare Draghi di destra, come qualche anima confusa ancora fa, mentre è chiaramente un socialista ideologizzato. Le sue analisi sono mirate a confermare le follie di Ursula, a partire dall'eco gretinismo, e garantire le ideologie progressiste disastrose contro i cittadini che disturbano le élite votando a destra.
Avatar di darien1960 darien1960
11 Set 2024 - 14:56
Si continua a ignorare che c'e' gia' un piano Marshall in corso da 20 anni: dal 2004 ogni anno i Paesi dell' Est ricevono contributi e finanziamenti a pioggia pari al 4-5% del loro Pil annuale, prelevati dai contributi dei Paesi occidentali (nell'ordine, Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, etc). Si tratta di un enorme e ormai totalmente ingiustificato trasferimento di ricchezza. L'ignoranza e la disinformazione sono ormai quotidiane.
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